Dal diario di una moderatrice

Le ricerche di mercato possono essere concitate, sfidanti, stressanti, ma di sicuro non sono noiose.

L’argomento difficilmente si ripete e – soprattutto – si sa da dove si parte ma non si conosce il finale, come in un bel libro giallo.

moderazione di colloqui di gruppo

Una grande incognita è rappresentata dalle persone che si vanno a intervistare; personalità diverse che richiedono tattiche di volta in volta differenti.

Tuttavia una moderatrice con esperienza riesce a farsi un’idea generale del livello di difficoltà già solo guardando l’età dei partecipanti.

Ma andiamo con ordine.

I bambini. Sono divertenti, spontanei (non sempre), sorprendenti,,, peccato che dicono solo quello che interessa a loro. Indipendentemente dalla domanda, i bambini raccontano quello che vogliono. Quando poi non sono loro a fare le domande. Ricordo una volta in cui era previsto che i bambini portassero un loro gioco e ne parlassero un po’ all’inizio. Una tattica che – nelle intenzioni degli psicologi – doveva metterli a proprio agio. Una volta arrivati al momento dei saluti uno di loro alza la mano e chiede: “perché ci hai fatto portare il gioco se poi ti interessavano i cereali?”. Appunto, perché ci facciamo tante menate per conto loro, che non ne hanno?

Gli adolescenti. Livello di difficoltà: estremo. L’adolescente non parla, o al massimo parla sono in presenza di un professore se sotto interrogazione (forse). Di sicuro manterrà segrete le proprie opinioni di fronte a sconosciuti. La moderatrice sa già che ne uscirà stremata.

I giovani adulti. Difficoltà: media. Sempre in bilico tra il lasciarsi andare e l’interpretare un ruolo, dopo qualche patatina o biscottino si sciolgono e – nei gruppi misti – c’è chi parte al broccolaggio.

Le mamme di bambini piccoli. Livello di difficoltà: critico. In qualsiasi contesto sociale le mamme di bambini piccoli fingono di interessarsi ai racconti delle loro simili. In realtà l’espressione interessata è solo una fase di stand-by per potere iniziare a parlare del proprio piccolo tesoro (un susseguirsi di “anche il mio….”, “la mia no…”). Le mamme di bambini piccoli sono tante monadi parlanti che la moderatrice deve anche rendere ascoltanti.

Gli adulti o maturi. Sono un target relativamente facile, specialmente le donne. Si sentono all’altezza delle aspettative, non pongono freni alla loro produzione verbale e alla fine si scambiano ricette e consigli per togliere le macchie dai vestiti. Non è lo stesso per tutti gli uomini. Alcuni rientrano ancora nella fascia di età precedente ma – si sa – gli uomini ci mettono di più a crescere.

Poi ci sono gli anziani o senior. Gli anziani sono commoventi. Ora, occorre tenere presente che vengono interpellati solo per prodotti specifici per loro: pasta per le dentiere, assorbenti per l’incontinenza, apparecchi per l’udito. Temi scottanti, a livello di dati sensibili. Eppure – dopo un primo momento di inevitabile imbarazzo – si raccontano senza filtri non appena si rendono conto che tutti lì dentro condividono lo stesso problema. La moderatrice diventa invisibile e il discorso fluisce naturalmente. Ma il momento più bello è quello dei saluti. Gli anziani non ringraziano perché ricevono l’omaggio per la partecipazione; ringraziano per avere avuto la possibilità di parlare e di essere ascoltati.

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